venerdì 23 gennaio 2009

ATEROSLEROSI E ARTERIOSCLEROSI

L'aterosclerosi é una malattia degenerativa multifattoriale che colpisce le arterie di medio e grosso calibro, si tratta di una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di ateromi; questi sono delle placche che rivestono le superfici interne dei vasi, costituite da depositi di grassi di vari tipi (colesterolo, fosfolipidi) e anche da piccole percentuali di tessuto fibroso. Le placche evolvono nel tempo; dapprima il contenuto predominante è quello lipidico e assumono un colore giallastro, quindi evolvono verso depositi sempre più grandi e consistenti, mutando il colore in bianco. Nello stadio avanzato si può osservare una degenerazione (necrosi) degli ateromi; inoltre il substrato lipidico può richiamare la fibrina, sostanza a composizione proteica, di natura filamentosa e insolubile, e dare origine quindi a trombi. Quando la parete superficiale della placca si rompe il sangue entra in contatto con il colesterolo in essa contenuto. Tale processo porta alla formazione di un coagulo, proprio come succede quando ci procuriamo una ferita. All'interno dell'arteria i meccanismi della coagulazione danno così origine ad una sostanza dura (trombo o caugulo) che può interrompere il flusso sanguigno determinando un improvviso ingrossamento della placca.
A causa della lesione potrebbe anche staccarsi un pezzato di ateroma che, trasportato in periferia dal sangue, andrebbe ad occludere vasi di dimensioni minori (embolia). L'aterosclerosi è la forma più comune dell'arteriosclerosi, che genericamente è un complesso di patologie che provocano un ispessimento delle pareti arteriose e la conseguente perdita di elasticità. L'aterosclerosi è molto diffusa e le sue prime manifestazioni sopraggiungono in genere tra i quaranta e i sessant'anni soprattutto nell'uomo. Tuttavia, essendo lo sviluppo di ateromi un processo lento, si pensa che sia la conseguenza di uno stile di vita non corretto (fumo, alcol, mancanza di attività fisica) praticato in giovane età. Le cause che determinano questa malattia sono molteplici e possono essere legate all'ereditarietà, allo standard di vita del soggetto, alle abitudini alimentari (ipercolesterolemia), al grado di applicazione mentale, a fattori metabolici e infettivi.L'aterosclerosi è una delle cause di molte patologie cardiache considerata un fattore di rischio per l'angina pectoris, l'infarto e la riduzione delle capacità cerebrali. Infatti gli ateromi, crescendo di numero e volume, provocano un restringimento dei vasi e anche una parziale ostruzione (stenosi) che priva gli organi di una sufficiente irrorazione sanguigna: le conseguenze possono essere a carico dell'intero sistema cardiovascolare, del cuore ma anche del cervello o di altri organi interessati, provocando insufficienza renale, infarto, ictus o dolore agli arti inferiori.

Quali sono i sintomi???
Piccole lesioni coronariche sono rilevabili nelle arterie della grande maggioranza delle persone. Tuttavia solo in una piccola percentuale dei casi tali lesioni evolvono in una forma severa fino ad esordire con sintomi più o meno intensi.
Quando gli ateromi crescono di numero e volume si moltiplicano le possibilità di restringimenti vascolari e lesioni delle placche. Quando l'ostacolo al flusso sanguigno diventa importante alcuni organi vengono privati di una sufficiente irrorazione sanguigna. La carenza di
ossigeno dà origine a segnali di sofferenza che possono coinvolgere gli arti inferiori (zoppia o claudicatio intermittens, crampi o paralisi dei muscoli), il cervello (confusione mentale, cefalea) o il cuore (angina pectoris che si manifesta con un forte senso di oppressione al torace soprattutto durante forti stress psicofisici).

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