sabato 31 gennaio 2009

ANGINA PECTORIS

L'angina pectoris è un dolore al torace provocato dall'insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a causa di una transitoria diminuzione del flusso sanguigno (ischemia) attraverso le arterie coronariche. Il dolore tipico dell'angina insorge, al centro del petto sotto lo sterno, per via dell'accumulo di metaboliti tossici nel muscolo cardiaco a causa dell'ischemia transitoria; Altri disturbi sono il respiro affannoso, rapido e poco profondo, vertigini, nausea e sudorazione. è caratterizzato da un senso di profonda oppressione o costrizione, normalmente dislocato in zona retrosternale e dura di norma meno di 15 minuti. Frequenti sono le irradiazioni del dolore al braccio sinistro, alla schiena,alle spalle, alla gola, alle scapole, alla mandibola o alla bocca dello stomaco o si irradiano verso il collo con senso di chiusura delle vie respiratori e soffocamento.L'attacco di angina viene scatenato da attività che richiedono un improvviso aumento del fabbisogno di ossigeno del cuore (aumento dell'attività cinetica cardiaca e aumento del flusso sanguigno all'interno delle coronarie) ad esempio per un'attività fisica anche molto semplice, come salire le scale o lavare i piatti, uno sforzo, un'emozione o perfino un pasto importante;in altri casi la causa può essere il restringimento spontaneo delle coronarie ed in questo caso il dolore può comparire anche quando si è a riposo( come nella angina di Prinzmetal in cui gli attacchi possono insorgere a riposo ). TIPI DI ANGINA
angina pectoris stabile o da sforzo, dove la frequenza dell'insorgenza ed intensità del dolore sono prevedibili ed è una condizione cronica. E' caratterizzata dalla comparsa di dolore transitorio con caratteristiche che rimangono costanti nel tempo. La sintomatologia insorge in occasione di un aumento del carico di lavoro al cuore: questo è in genere determinato dall’esercizio fisico o da forti emozioni. In questa forma di angina il dolore regredisce abbastanza rapidamente con l’interruzione della causa scatenante o recede con l’assunzione di nitrati. Può evolvere in angina instabile se non si eliminano i fattori di rischio cardilogico...
angina pectoris instabile, dove la frequenza dell'insorgenza è sempre più crescente, così come l'intensità dl dolore, inoltre in questa forma non è prevedibile. Viene rinominata anche come "sindrome pre-infarto" ; in particolare la prima insorgenza di angina in un individuo è sempre, per definizione, instabile (angor instabile primario). Essa fa parte delle sindromi coronariche acute e si colloca come una sindrome di gravità intermedia fra quella dell’angina stabile e quella dell’infarto. Nel paziente con angina instabile la limitazione dell’attività fisica è persistente, la presenza di angina a riposo ricorrente e i sintomi tendono ad essere, in generale, ingravescenti. Il dolore toracico è più intenso rispetto a quello dell’angina stabile, le crisi sono spesso ravvicinate e di durata superiore ai 30 minuti. Questa forma ha una particolare rilevanza clinica per la frequente e rapida evoluzione verso un infarto miocardico e non deve in alcun modo essere sottovalutata; questo dunque vale anche per la prima insorgenza del dolore anginoso in un individuo, che deve essere tempestivamente controllato.
Anche l'angina di Prinzmetal può evolvere in attacco di cuore, soprattutto se la durata degli spasmi dovesse prolungarsi; questa eventualità non è comune e generalmente non si presenta nei pazienti sotto cura specifica.
In rari casi l'angina pectoris può evolvere in
aritmia cardiaca.
Due forme particolari:
l'angina variante o
angina di Prinzmetal, nella quale c'è all'ECG un sopraslivellamento ST reversivibile da spasmo coronarico, ma non si rilevano gli squilibri enzimatici caratteristici. In questa situazione il rischio di infarto è accresciuto. Questa è una forma di angina instabile caratterizzata da dolore anginoso tipico insorgente esclusivamente a riposo, spesso notturno e “a grappolo”, con tipiche alterazioni elettrocardiografiche (sopraslivellamento del tratto S-T). La metà circa di questi pazienti non presenta aterosclerosi delle coronarie e la comparsa dell’ischemia viene attribuita a un improvviso spasmo delle coronarie.
la
sindrome X, su base ansiosa, prevalente nelle donne.

CAUSE

La causa principale è da rinvenire nell'ostruzione di un vaso ad opera di una placca aterosclerotica. Rientrano dunque nei fattori di rischio per l'angina pectoris gli stessi fattori di rischio dell'aterosclerosi:
fumo;
alti livelli di colesterolo;
pressione alta;
diabete mellito;
obesità;
vita sedentaria.
L'angina pectoris può presentarsi come patologia secondaria in casi di
insufficienza cardiaca, aritmia e altre condizioni che possano provocare un ridotto afflusso di sangue al cuore.
L'angina di Prinzmetal è causata da
spasmi nelle arterie coronariche; gli spasmi si presentano spontaneamente nella maggior parte dei casi, anche in assenza dei fattori di rischio classici delle malattie cardiache; la metà dei pazienti afflitti da questa rara forma non presenta evidenze aterosclerotiche. Quando gli spasmi non si presentano in condizioni di riposo possono essere indotti da:
esposizione al freddo;
stress emotivo;
assunzione di alcolici;
farmaci vasocostrittori;
assunzione di
cocaina.

L'angina va curata molto attentamente per evitare che possa portare ad un infarto del cuore.

COME DIAGNOSTICARLA???

La diagnosi si avvale di diversi strumenti a crescente livello di completezza: l'elettrocardiogramma (ECG) non è in grado, a meno che non venga praticato durante una crisi, di rilevare da solo l'esistenza di un quadro di angina pectoris. Occorre l'impiego dell'holter (ECG continuo di 24 ore) o meglio ancora l'ECG sotto sforzo; infine la coronarografia (o angiografia coronarica) può dare un quadro completo, in particolare per confermare un caso di angina di Prinzmetal.Fondamentale, data la localizzazione del dolore in sede toracica, è escludere altre cause: un dolore simile a quello anginoso, infatti, può derivare anche da esofagiti, ulcera peptica e coliche biliari. Sono da escludere anche pleuriti o dolori di origine reumatica; in rari casi potrebbe trattarsi di una semplice indigestione.
Generalmente, in presenza contemporanea di sintomi sicuramentente anginosi e sicuramente non anginosi si può escludere la malattia coronarica, in quanto le forme atipiche di angina pectoris sono una piccola minoranza.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO???

L'angina richiede una attenta e continua sorveglianza da parte del medico e tutte le persone che ne soffrono devono essere seguite da un medico.
Se si hanno problemi o dubbi in merito ai farmaci prescritti.
Occorre rivolgersi immediatamente ad un medico o al Pronto Soccorso dell'Ospedale più vicino:
quando il dolore aumenta di intensità e non scompare entro 10- 15 minuti nonostante il riposo e i farmaci per l'attacco di angina (quelli da prendere mettendoli sotto la lingua),
quando ci si sveglia dal sonno con un dolore al petto;
quando ci si sente come storditi e molto affaticati, si respira con affanno anche se si è a riposo, o si diventa pallidi e coperti di sudore.
In questi casi non si deve andare da soli in Ospedale ma bisogna chiamare immediatamente una ambulanza.

QUALI ACCORGIMENTI DOBBIAMO SEGUIRE PER TRATTARE L'ANGINA E CHE CURE FARMACOLICHE O CHIRURGICHE SI DEVONO SEGUIRE??


Evitare nel modo più assoluto attività che richiedono sforzi fisici che possono scatenare la crisi. Assumere farmaci per via sublinguale prima di compiere uno sforzo inevitabile (esempio, dover salire le scale di casa) se si ha già avuto esperienza di una crisi. Va invece mantenuta ogni attività fisica che sia ben tollerata, come ad esempio il passeggiare. Non necessario è evitare i rapporti sessuali.
Vanno evitati gli stress emotivi, esposizioni a temperature molto fredde o troppo calde, pasti troppo abbondanti. In inverno si deve evitare di uscire nelle ore più fredde e, in ogni caso, occorre vestirsi con abiti molto caldi.
Smettere di fumare se si è fumatori. Ridurre il proprio peso corporeo se si è in sovrappeso. Ridurre la quantità di grassi e sale da cucina presente nell'alimentazione.
Sottoporsi regolarmente a visita medica ed assumere i farmaci prescritti seguendo scrupolosamente i consigli del medico. Non interrompere improvvisamente l'assunzione dei farmaci prescritti: il vostro cuore potrebbe correre un serio pericolo di infarto.
Ha importanza anche il controllo della pressione sanguigna, del colesterolo e dello stress. Importante è anche la correzione di situazioni predisponenti quali vizi valvolari, aritmie, diabete e problemi tiroidei.
La prima cosa da fare all'insorgenza del dolore è mettersi immediatamente a riposo, in modo da abbassare il fabbisogno di ossigeno del muscolo cardiaco. Una leggera attività fisica di tipo aerobico può però essere indicata per ottenere benefici a lungo termine per l'angina stabile.
In presenza di angina instabile (quindi anche alla prima comparsa dei sintomi anginosi) è fortemente consigliato il ricovero ospedaliero.

La scelta del trattamento è stabilita in relazione al tipo di angina diagnosticato e dall'eventuale compresenza di altre malattie.

A) TRATTAMENTO FARMACOLOGICO: La terapia medica dell'angina pectoris si avvale di numerosi farmaci operanti a livello sintomatico, emodinamico o ritmico, da assumere in via continuativa o preventiva o al momento della crisi: la nitroglicerina assunta per via sublinguale è il trattamento generalmente usato per alleviare il dolore; betabloccanti e calcioantagonisti sono usati per un trattamento continuativo. I betabloccanti possono avere controindicazioni nei casi di angina di Prinzmetal, in particolare se causata da assunzione di cocaina.
Nei casi di angina stabile può essere indicata l'assunzione di nitroglicerina prima di sottoporsi a sforzi o altri comportamenti che potrebbero scatenare la crisi anginosa.
Anche l'
acido acetilsalicilico trova impiego nella terapia di questa patologia in particolare nell'angina instabile e generalmente nei casi in cui ci sia un maggior rischio d'infarto.
L'associazione con farmaci che abbassano il livello di colesterolo nel sangue può essere indicato nell'angina stabile.

B) TRATTAMENTO CHIRURGICO: Il trattamento chirurgico, quando necessario, è orientato all'angioplastica coronarica, in particolare con l'impianto di stent, e al bypass aorto-coronarico. L'angioplastica è meno invasiva ma più portata a recidive; il bypass è più rischioso ma risolutivo.
Il trattamento chirurgico non è utile nell'angina di Prinzmetal, a meno che non si rivelino ostruzioni fisse durante l'angiografia.


L'angina stabile tende a migliorare con i trattamenti se si interrompono i comportamenti a rischio coronarico.
L'angina di Prinzmetal generalmente risponde al trattamento farmacologico; in assenza di determinati fattori scatenanti non insorgono le complicanze.

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